MATTEO CACCIA: E’ VERA AMNESIA?

“Mi chiamo Matteo Caccia, ho 33 anni e vivo a Milano. Non so se qualcuno si ricorda di me. Io no”. Sembra un romanzo scritto in una riga, in realtà è l’incipit di uno dei più grandi successi radiofonici della stagione, amnesia, in onda su RadioDue dal lunedì al venerdì alle 12.10.
Matteo Caccia è un attore e autore teatrale e radiofonico che l’8 settembre del 2007, durante il saggio di pianoforte della sua fidanzata, è stato colpito da un’amnesia retrograda globale, una perdita della memoria che gli ha fatto dimenticare tutto quello che fino a quel momento aveva costituito la sua vita e che ora, con l’aiuto degli ascoltatori della trasmissione, sta cercando di ricostruire. Una storia terribile e affascinante, che Matteo ha raccontato anche in diverse interviste. In realtà, però, secondo una fonte molto vicina allo staff della trasmissione e che noi reputiamo affidabilissima, la storia è solo un plot radiofonico perché Matteo non ha mai perso la memoria. Sono passati giusto settant’anni da quando Orson Welles gettò gli Stati Uniti nel panico raccontando per radio che i marziani stavano invadendo il paese. Caccia, insomma, ha antecedenti illustri e non c’è nulla di male a inventarsi un personaggio, una trama, delle situazioni per realizzare un programma radiofonico. Quel che ci lascia perplessi, invece, è il suo parlare di controlli medici, di amici che sospettano che si sia inventato tutto (e te credo…), di genitori di persone che hanno perso la memoria e che gli scrivono in radio. A noi la tv (e la radio) del dolore non piacciono. Ma questi sono gusti nostri. Ancora di meno, però, ci piace la radio di un dolore che, secondo la nostra fonte, non è mai accaduto. Un domani uno di noi, che per ora siamo sani come pesci, potrebbe presentarsi in Rai e dire: “Ho un cancro, che ne dite, ci facciamo sopra una trasmissione?”. La redazione del programma, da noi contattata per verificare la veridicità delle affermazioni della nostra fonte, ha preferito non risponderci. Ma questa non è l’unica cosa che ci ha lasciati perplessi. Nel 2006, quindi prima della presunta perdita di memoria, Caccia ha rappresentato una sua pièce teatrale dedicata al ciclista Malabrocca, diventato famoso per essersi piazzato ultimo in più di un’edizione del Giro d’Italia. La stessa pièce è stata poi nuovamente portata in scena dallo stesso Caccia alla fine di ottobre del 2007, ossia un mese e mezzo dopo la presunta perdita di memoria. Ora, non è impossibile ma è abbastanza improbabile che, subito dopo un evento così drammatico, qualcuno sia andato dall’attore dicendogli: «Sai che c’è? avevi scritto una pièce su Malabrocca. Perché non te la ri-impari e non la riporti in scena?». Molto improbabile, se si pensa che nelle sue interviste Caccia parla dei numerosi controlli medici cui si è dovuto sottoporre dopo quell’8 settembre. Insomma, ci riesce difficile pensare che, dopo un avvenimento così drammatico e tra una visita e l’altra, abbia pensato di riportare in scena un testo di cui, in teoria, non avrebbe dovuto ricordare nulla. E per come vanno queste cose, c’è da scommettere che gli chiederanno di raccontare la sua storia in un libro. Speriamo solo che non ci scrivano sopra “tratto da una storia vera”.

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