BARACK OBAMA: PRESIDENTE POP

Obama PopMilano, primi anni Ottanta. In una città craxiana fino al midollo e già, ovviamente, da bere, leggemmo un manifesto in cui si diceva che «i socialisti della federazione milanese salutano la vittoria di Mitterand». Ma che c’avevano da salutare, ci chiedemmo noi, ancora bimbi, incamminandoci verso la palestra di via Santa Marta, a due passi dall’omonimo centro sociale, per la lezione di judo. Eravamo giovani e ingenui, non capivamo che quel «saluto» altro non era se non il riconoscimento di un’affinità, dovuta in primo luogo alla comune appartenenza socialista. Tutto questo preambolo per dire che, oggi, Cultura Pop saluta la vittoria di Barack Obama in nome di un comune sentire pop che, a nostro avviso, lega il nostro blog all’uomo più potente della Terra. Il Denzel Washington di Washington (scusateci, era un mese che volevamo scrivere questa cazzata) sta al suo predecessore come Robbie Williams sta a Sting, anche se non gli piacciono i pantaloni a vita bassa (l’ha dichiarato in una recente intervista) perché «non è detto che gli altri vogliano vedere il tuo underwear». E vabbe’. Solo Ronald Reagan riuscì a imporre un immaginario altrettanto pop. L’ex attore di secondo piano di Hollywood riuscì addirittura nell’impresa di venire citato nel dizionario paninaro dell’omonimo e indimenticato giornalino, pubblicato a metà anni Ottanta dalla casa editrice Edifumetto, che aveva misteriosamente sede in via Spiga, una delle strade più care di Milano (oltre a vantare fra i suoi collaboratori un allora sconosciuto Filippo Facci, oggi editorialista del Giornale e arcinemico di Marco Travaglio). Accanto alla spiegazione del significato della frase «Ce ne sdruma un drigo» (non ce ne frega nulla, per quei due-tre che non lo sapessero) e alla fondamentale informazione secondo cui Schott era «Il giubbotto del vero pano duro: chi indossa lo Schott cucca sicuramente», c’era un lapidario «Ronald Reagan: presidente paninaro». Oggi, dopo una nottata passata a seguire i risultati delle elezioni americane, siamo un po’ stanchi e non abbiamo voglia di elucubrare troppo. E allora ci permettiamo di essere lapidari come i redattori del Paninaro. Barack Obama: presidente pop.

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