SONO IO CHE TI PAGO LO STIPENDIO

Insider Trading #2

La mia vicina di desk ha una famiglia. Passa le sue giornate a guardare le foto del figlio. Le riordina in continuazione. Si chiama E., è una delle poche donne della sala operativa, a parte le segretarie. Ha perso la sua femminilità molto tempo fa. Vende derivati, proprio come me, solo che segue clienti diversi. Abbiamo la stessa età, sappiamo entrambi che come minimo uno dei due verrà tagliato. Ieri ha avuto una crisi di nervi. Se l’è presa con uno dei ragazzi dell’IT. Il suo computer si era bloccato, probabilmente per colpa della quantità di foto del figlio salvate sul disco fisso. Ha incominciato a urlare come una pazza. Il ragazzo dell’IT se la stava facendo addosso. Ha cercato di sistemare la cosa. Vedevo le sue mani tremare mentre cercava di digitare comandi in DOS. Lei aveva gli occhi puntati sulla sua schiena. Lui li sentiva e ogni tanto si girava verso di lei. Alla fine lui ha detto che era un problema di server e che avrebbe cercato di sistemarlo dalla sua postazione. Si è alzato per andarsene, guardandosi la punta dei piedi. Lei a questo punto non ci ha visto più.
Tu non vai da nessuna parte finché non hai risolto questo cazzo di casino.
Così ha detto.
A questo punto mi aspettavo la frase successiva. È un classico delle sale operative.
“Ricordati che io ti pago lo stipendio”. Pronunciata di solito puntando l’indice a pochi centimetri dall’interlocutore, cioè qualcuno dell’IT.
E. non mi ha deluso. L’ha detto, con l’indice puntato.
Quella frase vuol dire: “Io sono del front office e faccio una barcata di soldi per questa banca. Tu sei solo una merdina dell’IT e quel poco che guadagni lo guadagni grazie al mio lavoro”
Il ragazzo si è seduto di nuovo. Ha ricominciato a smanettare. Fortuna sua, lei ha ricevuto una chiamata sul cellulare. Un cacciatore di teste, di sicuro non un cliente. Si è chiusa in una sala riunioni e il ragazzo se ne è andato. Quando è tornata ha visto il suo schermo ancora nero come la pece. Si è guardata in giro, con l’aria incazzata. Ha provato a riavviare il computer. Ha sbattuto il mouse sul desk un paio di volte. Poi ha preso la borsa e se ne è andata, credo al bar sotto l’ufficio.
Dopo alcuni minuti è squillato il mio cellulare. In realtà sarebbe vietato parlare al cellulare in sala, ma ormai regole come queste sono saltate da un pezzo. Era un cacciatore, probabilmente lo stesso che aveva chiamato E. pochi minuti prima. Fanno il giro della sala in un paio di giorni. Chiamano tutti. Non hanno in realtà nessun lavoro da offrire. Stanno solo cercando di riempirsi le giornate e di tenersi buoni i loro clienti migliori. Io di solito do loro quello che cercano. In fondo, penso, sono nella merda tanto quanto me. Questo mi ha proposto un colloquio con una banca francese. Conosco la banca, conosco il management, conosco gente che ci lavora. So con certezza che non hanno uno straccio di posizione aperta. Fanno colloqui a chiunque, tanto per sentire che aria tira sul mercato. Lo fanno per salvarsi il culo. La banca francese in questione, per quanto ne so, quest’anno ha avuto risultati sui derivati molto vicini allo zero. Se gli italiani che lavorano lì riescono a dimostrare al loro management che tutti hanno fatto zero, culo salvato, almeno fino a fine anno. Ho rifiutato il colloquio, anche se mi sarebbe piaciuto andare lì e sparare risultati stratosferici. Giusto per vedere le loro facce.
E. è tornata dopo un’ora. Mi ha chiesto se l’aveva cercata qualcuno. I telefoni non squillano da tre mesi, le avrei voluto rispondere. Visto che il suo schermo non dava segni di vita, ha preso la giacca e se ne è andata a casa. Erano le quattro e mezza. Mi sono guardato in giro. Nessuno stava lavorando. Le pagine dei quotidiani online erano dappertutto. Non c’è più niente da fare. Aspettare, fare meno rumore possibile. Sperare che passi, o che almeno finisca presto. In un modo o nell’altro.
Dopo mezz’ora, è iniziata la conference call con i grandi capi. La loro voce è risuonata in tutta la sala operativa. Hanno parlato di tempi difficili, di grandi piani per il futuro. Sono stati sicuri e convincenti. Non erano previste domande da parte di chi li ascoltava. Alla fine sono arrivati al punto. Ci sono pochi soldi. Ci saranno dei tagli nel front office. In pochi riceveranno il bonus quest’anno. Settimana prossima inizieranno gli appraisal, ovvero le valutazioni di ognuno di noi da parte dei nostri capi. Chi esce con le ossa rotte dagli appraisal, difficile che arrivi a Natale.

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