VOLEVO ESSERE ENRICO BRIZZI, SONO DIVENTATA MELISSA P.*

LolitaHo pubblicato un libro con una casa editrice importante. Probabilmente la maggior parte di voi ce l’ha in casa.
Ho venduto parecchie copie. Ho guadagnato un sacco di soldi.
Ma quel libro non l’ho scritto io. Nemmeno una riga.
Quel libro è stato scritto da un professionista di cinquant’anni che non pubblica ormai da secoli qualcosa di suo. Lo scrittore cinquantenne si è messo a fare il ghostwriter per calciatori, musicisti, personaggi dello spettacolo. Si guadagna molto facendo il ghostwriter per i vip. Scrive anche pornografia di basso livello. Gli editori gliela pagano bene. Poi trovano un nome e cognome. Una giovane esordiente, magari carina, che sia disposta a fare da prestanome in cambio di celebrità assicurata. Ecco creata la lolita letteraria. Ci sono lettori là fuori che non aspettano altro. E ci sono ragazze là fuori a cui tutto questo va più che bene. Ma a me non va affatto bene. Mi ci hanno messo in mezzo, Loro.

Io ho 19 anni. Ho cominciato a girare le case editrici circa un anno fa. Il mio primo manoscritto l’ho spedito il giorno del mio diciottesimo compleanno. È stato il regalo che mi sono fatta per la maggiore età, insieme a una torta al cioccolato.
Ho consumato le suole delle scarpe appresso a case editrici piccole e grandi.
Ho speso i miei risparmi in fotocopie e spedizioni postali.
Ho conosciuto professionisti del settore, agenti letterari e schifosi avvoltoi.

Nessuno voleva pubblicare quello che scrivevo. E poi… POI HO VISTO QUALCOSA CHE NON DOVEVO VEDERE E LA MIA VITA E’ CAMBIATA. Negli ultimi tre mesi ho perso dieci chili.
La mia vita sociale è quasi pari allo zero.
Non frequento più l’università.
In compenso un libro sulla cui copertina c’è stampato il mio nome e cognome fa bella mostra in tutte le librerie. Ora però voglio rimettere le cose a posto. Voglio dire a tutti che la ragazza protagonista del romanzo non sono io. Che non sono io l’autrice. Che io non ho mai fatto l’amore con nessuno prima d’ora. Devo raccontare come sono andati i fatti. La penna è la mia unica speranza.

La gente è convinta che io sia una troietta. Le redazioni dei programmi televisivi mi chiamano ogni giorno per invitarmi a trasmissioni sul tema sesso&adolescenti.
– Tu sei l’adolescente inquieta d’Italia, devi assolutamente intervenire nel nostro programma!
Ma io non sono quell’adolescente! Invitate lo scrittore cinquantenne! Invitate il mio editore! Sono loro che hanno messo in piedi tutto questo!

LORO LORO LORO!

Ma adesso basta, adesso racconto tutto, dall’inizio. Questo è il mio diario.


14 marzo 2007

Caro diario,

oggi ho compiuto diciotto anni. Fanculo a tutto il mondo!
Ho trascorso il pomeriggio dalla mia amica Chiara. Quando sono arrivata a casa sua sembrava affetta da una depressione atomica. Se ne stava lì in soggiorno, sdraiata sul divano, con le gambe penzoloni e lo sguardo piantato sul soffitto. Indossava un paio di mutandine rosa e una canottiera nera. Ai piedi due calzini bianchi. La musica diffusa dall’impianto hi-fi proteggeva tutta la stanza dal mondo fuori, come la crosta di un uovo protegge l’insetto. Mi sono seduta per terra, con le gambe incrociate vicino allo stereo.
Ho allungato la mano e afferrato il telecomando della televisione. Ho acceso e poi mi sono collegata al televideo, pigiato i tasti sei-cinque-cinque per la pagina dell’oroscopo.

Oggi incontrerete delle difficoltà a farvi comprendere dal vostro partner”.

– E se una non ce l’ha il partner?, ha detto subito Chiara risorgendo dal suo torpore.

Chiara mi ha chiesto cosa desiderassi fare per festeggiare il mio compleanno. Allora ho tirato fuori dal mio zaino un pacco di fogli scritti a macchina.

– Voglio spedire questo, le ho detto
– Cos’è?, mi ha chiesto curiosa.
– Sarebbe un romanzo.
– Hai scritto un romanzo? Ma sei diventata scema?
– Vai a cagare!
– Dai scherzavo. Ok ok. Poi lo spediamo. Però prima vado a depilarmi le gambe.

Chiara è entrata nel bagno lasciando la porta semi aperta. Ho visto le sue mani che spalmavano la crema depilatoria sulla gamba sinistra. Un po’ di quella crema bianca le ha sporcato le mutandine rosa, proprio sul bordo vicino al linguine. Allora quando ha ripetuto l’operazione per la gamba destra le ho visto misurare ogni movimento della mano. Imparare dagli errori è sempre stato il suo pregio. Ma cacciare via quella tristezza che le appesantisce il cuore proprio non le riesce. La fine della sua storia con Federico è stata una botta troppo forte. Aveva messo tutta se stessa in quella relazione.

– Che fai lì?, mi grida dal bagno

Entro nel bagno. Chiara ha quasi terminato di depilarsi. Mi siedo sul bordo della vasca. La osservo mentre si controlla le gambe lisce e sode di adolescente. Mentre si spoglia ed entra nella doccia penso che quello della mia amica Chiara è l’unico corpo nudo di adolescente che abbia mai visto da vicino. Penso che sono ancora vergine. Che ho diciotto anni. Ma ho scritto un romanzo. Questo è il mio pensiero felice, chiudo gli occhi, e sento nell’aria il profumo del bagnoschiuma di Chiara.

* In seguito alle rimostranze dell’Ufficio Stampa di Fazi, siamo costretti a specificare che la protagonista del nostro racconto NON E’ Melissa P. Il titolo intendeva semplicemente avere significato paradigmatico (“Brizzi in quanto giovane scrittore di successo, Melissa P. in quanto scrittrice minorenne e pruriginosa di successo”). Pensavamo si capisse ma evidentemente…

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