LA FINE DEL MONDO

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Dalla finestra della mia camera vedo il mare. Un mare verde, in tempesta, spazzato da venti di ponente. Il cielo è basso, grigio e piange lacrime fredde di pioggia antartica. Ogni giorno, verso sera, i raggi del sole trovano una strada obliqua attraverso le nubi. Riscaldano le montagne imbiancate e gli alberi piegati dal vento.
L’estate australe.
I cinquanta urlanti si fumano le mie sigarette.
Una voce antica mi canta una canzone sofferta.

La fin del mundo.
Di legno e argento.
Fucina di un sogno che riscalda il sole

Sono partito l’ultimo dell’anno.
Ho brindato al 2009 bevendo gin da una bottiglia per nani, diecimila metri sopra l’oceano atlantico.
Sono atterrato al mattino, in una città alla foce di un mare dolce. Ho dormito per un giorno intero, in un albergo per viaggiatori dietro la stazione.
Ho comprato dei vestiti e uno zaino. Ho regalato la mia valigia e il mio abito grigio a un uomo che cercava carta in mezzo alla spazzatura. Da un bar della stazione ho mandato una mail.
La mail diceva: “Vaffanculo”.
Ho preso l’ultimo autobus della sera per il sud.
Ho attraversato piane infinite.
Ho dormito in città senza senso.
Ho visto montagne che sembravano torri.
Ho ascoltato un ghiacciaio che urlava la sua rabbia.
Ho parlato una lingua che pensavo di non conoscere.
Ho spezzato le mie frasi con il nome di un rivoluzionario a cui hanno tagliato le mani.
Sono arrivato.

La fin del mundo.
Di legno e argento.
Qui riposa ora il mio cuore.

Ho preso una stanza in un piccolo albergo fuori città. Don Luis, il proprietario, mi ha chiesto da dove venivo. Gli ho raccontato la mia storia.
Lui non ha fatto domande. Ha tormentato in silenzio la sua barba bianca. Abbiamo bevuto una bottiglia di aguardiente.
Poi Don Luis mi ha detto che posso restare quanto voglio. Un mese, un anno, una vita.

La fin del mundo…
es cancion.
Realidad de amor.

Ho pensato a M.
Ho ripetuto il suo nome, in silenzio.
Ho mandato una lettera.
La lettera diceva: “Perdonami”

La fin del mundo.
es la historia misma.
de los que luchan por llegar a dios.

Don Luis mi ha portato a vedere un faro, la sua luce ha illuminato i miei occhi, cerchiati di nero.
Ho pianto i marinai perduti.
Lui ha guardato le mie lacrime.
La sua voce antica mi ha cantato una canzone sofferta:

La fin del mundo,
es un poco eso.
Donde el regreso siempre esta con vos.

(Le parole in corsivo sono di Oscar Fresedo e Astor Piazzola. Alcune di queste parole sono state liberamente tradotte da Bison Dele)

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QUESTA E’ L’ULTIMA PUNTATA DELLA PRIMA SERIE DI INSIDER TRADING. BISON DELE TORNERA’. ASPETTATELO

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