COME CI SI VESTE PER UN COCKTAIL PARTY?

15 maggio 2007

Caro diario

ti scrivo due righe in fretta. Sono appena tornata dal primo cocktail party della mia vita.
Mi ha invitato la dottoressa F. della casa editrice.

come_ci_si_veste_per_un_cocktail_party«Ci piacerebbe che lei potesse partecipare, ci saranno i nostri autori, gli editor, gli addetti stampa, una buona occasione per conoscerci meglio…»
«Ci sarò»

Che le potevo dire caro diario, che non ero mai stata prima a un cocktail party? Mi è subito preso il panico. Come ci si veste a un cocktail party?

«Pronto Chiara? Sono stata invitata a un cocktail party e non so cosa mettermi»
«Pronto Professoressa? Sono Michela. Cosa si fa a un cocktail party?»

Tailleur blu e camicetta rosa, un passaggio in auto da papà, ed eccomi alla serata.
Un locale alla moda in una zona alla moda della città. All’entrata una signorina molto carina ha controllato se il mio nome era sulla lista.
C’erano due o tre scrittori famosi di cui riconosci subito la faccia perché li hai visti in tv. Un sacco di belle donne sui 30 anni. Qualche signora sui 45 che non rinuncia a mostrare le sue grazie.
E poi ci sono i giovani scrittori. Come si riconoscono? Se sei giovane anche tu, e quindi possibile concorrenza, ti squadrano dalla testa ai piedi. Potessero, ti pugnalerebbero alle spalle lì nel mezzo della festa e poi trascinerebbero via il cadavere in un sacco. I giovani scrittori si sbattono in public relations. Parlano con quello, strizzano l’occhio a quell’altro, ridono a tutte le battute. Quelli con un bel faccino sono i più gettonati. Se proprio si deve investire che almeno il ragazzo sia di bella presenza. Nel mondo editoriale l’apparenza conta. La domanda che i giovani scrittori ti rivolgono più spesso è «Anche tu pubblichi?». E si vede che è una domanda fatta per conoscere il nemico più che per vera curiosità intellettuale. E quando rispondi «Pubblicherò fra poco», cominciano a chiederti il mese, il titolo, il genere, il nome dell’editor.
La festa di stasera era un troiaio. Esposizione di gambe sode e tette in fiore. Ma anche puttanoni non più giovanissime che appoggiavano ogni due per tre la mano sulla spalla dei quadri dirigenti.
Qualcuno viene per strafogarsi di cibo.
E io? Io avrò detto sì e no cinque parole. Più che altro ho risposto a delle domande.
Ho visto la dottoressa F. E ho visto anche Marta Calmasi, la scrittrice prima in classifica in Italia, ma mi sono tenuta alla larga per paura di essere riconosciuta. Le stavano tutti attorno. Soprattutto uomini.
Mentre aspettavo lo squillino di papà che mi avvisava del suo arrivo un tizio mi ha chiesto se facevo parte dell’ufficio stampa.
«No, mi dispiace»
«Sai, di solito le addette stampa sono sempre molto carine»
Sono arrossita.
«Bevi qualcosa?»
Era la prima persona che mi rivolgeva la parola e stavo quasi per accettare l’invito.
Poi ho notato che mi fissava le gambe. Si è avvicinato, mi ha accarezzato la schiena.
«Un bicchiere di bianco?»
«Grazie. Ma è arrivato mio papà»
E sono uscita di corsa dal locale.

Questa sera per la prima volta nella mia vita sono stata a un cocktail party.
Questa sera per la prima volta nella mia vita ho pensato di avere delle belle gambe.

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