CANDIDO CANNAVO’ 1930 – 2009

Ho scoperto il calcio nell’estate dell’82. L’italia vinceva i mondiali e io per la prima volta in vita mia sentivo parlare di Zoff, Bergomi e Paolo Rossi. Che delusione a settembre vedere che Pablito non era nella stessa squadra di Oriali, Collovati e Bruno Conti.
A metà anni ’80 son diventato milanista, ai tempi non era così scontato, nemmeno per me che sono di Milano. Juve e Roma spadroneggiavano, noi rossoneri tornavamo dalla B, eravamo sull’orlo del fallimento. Vuoi mettere?
Il vero interesse per il calcio è iniziato dalla stagione 87/88, non a caso. Il Milan di Sacchi, lo scudetto vinto battendo il Napoli al San Paolo. Lo ricordo quel giorno, ero da mio zio, ascoltavamo la radio, saltavo per casa incredulo. Il milan vinceva, batteva Maradona, il Napoli, a casa loro.
Iniziando a interessarmi di calcio, in modo attivo, ho ovviamente incominciato a leggere la “Gazzetta dello Sport”, la gazza, la bibbia, la rosea. Il direttore, Candido Cannavò. un po’ lo odiavo, era palesemente maradoniano, come dargli torto penso oggi, ma allora lo consideravo un antimilanista, come Ameri della radio. Però come era bravo, i suoi editoriali (ho scoperto anni dopo che si chiamano così) mi emozionavano, coinvolgevano. Mi sembrava di vivere appieno ciò che leggevo.
E’ questo il ricordo che ho del direttore, non mi dilungherò facendo presente, come tutti (giustamente aggiungerei) che la Gazzetta dello Sport era un giornale di sport, i titoli erano a nove colonne, non di più. Mica quei foto-titoli di oggi, votati alla causa dell’immagine, del glamour, che orrrore.
Allora ti saluto Candido. Non credo in Dio, credò nell’aldilà. Immagino che la Gazzetta dell’Altro Mondo oggi titoli, a nove colonne, come una volta: “Muore Candido Cannavò”; l’Italia, il giornalismo, lo sport del pianeta terra perdono molto. Ma vuoi mettere qui da noi che passo avanti?

MR1

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