IN AMERICA TUTTI HANNO UN AGENTE LETTERARIO

in_america_tutti_hanno_un_agente_letterario

Brutto e sporco.
Volgare.
Che schifo.
Non voglio più vedere nessuno. Lasciatemi qui. Nella mia stanza.

Ho colpito forte. Gli ho fatto male. Con la mia borsa.
Lui voleva toccarmi. Io sono la scrittrice e basta. Tu fai il direttore editoriale e basta.
Colpa mia. Colpa mia. Colpa mia. Perché ho scritto?

Adesso la mia vita è cambiata. Proprio adesso. In questo momento. Sono già dentro la nuova vita. Sono giovane, sono prima in classifica.
Loro hanno comprato la carta, loro hanno stampato, scelto il titolo.
Il cinquantenne di Modena ha scritto un nuovo libro. Non il mio libro.
Il critico milanese con il blog molto letto lo recensirà. Me l’hanno detto. L’hanno convinto. È fatta.

La distribuzione. Dobbiamo pensare alla distribuzione. Per quella non c’è problema.
Abbiamo gli scaffali, le isole, le casse. Abbiamo gli autogrill, gli e-commerce.
Studio Aperto farà un servizio.
Marzullo a tarda notte.
Corriere.it ti dedica un box nella colonnina di destra.

Ora devi trovarti un agente letterario.
In America tutti hanno un agente letterario.
No, meglio di no, questione di diritti.

Se ci faranno un film tu prenderai 100mila euro.
Hai conosciuto Marco? Lavora per il Ministero.
Sei maggiorenne? Vuoi fare un tiro?

Ho perso gli amici. Ho perso le strade, i posti, il pub preferito, la fermata dell’autobus.
Ho cambiato taglio di capelli. Devi avvisarci prima di cambiare taglio di capelli. Ora dobbiamo rifare le foto ufficiali.

Il Manifesto ti ha stroncato. Sono tutti snob.
Piaci ai trentenni e ai manager. Sono tutti arrapati.

Mia madre mi ha chiesto perché l’ho fatto.
Mamma io non desideravo tutto questo.

Leggi gli altri episodi del diario

Annunci