DANIELE DEL GIUDICE NON VINCERA’ PIU’ IL PREMIO STREGA

daniele_del_giudice_non_vincera_piu_il_premio_stregaIo il Premio Strega non lo vincerò mai, ma Daniele Del Giudice nemmeno. Non quest’anno. Avevano già preparato la fascetta. Di un bel rosso acceso. Il libro di Daniele Del Giudice era pronto per iniziare la sua seconda vita. Come ogni libro che si aggiudica il Premio Strega. L’unico premio letterario italiano che ha un fortissimo impatto commerciale. Gli altri premi fanno solo prestigio, fanno mensola. Invece il Premio Strega cazzo ti fa vendere un bordello di copie. Giordano era un esordiente ed è stato in classifica per mesi. Il libro di Del Giudice la sua bella ristampa forse forse l’avrà ugualmente perché i rumors sulla sua possibile candidatura allo Strega e le polemiche che sono seguite hanno sortito un bell’effetto pubblicitario. Parliamoci chiaro: prima lo conoscevano in pochi. Però alla fine forse Del Giudice non vincerà. Perché se vincesse qualcuno potrebbe dire: “Ma allora è vero che comanda Mondadori”. E se io fossi Daniele Del Giudice probabilmente in questo momento sarei molto incazzata. Si consoli pensando a Mario Luzi. Perché sono scoppiate le polemiche? Lasciamo perdere il discorso sul Premio Strega che non è più situazione culturale ma solo commerciale. Il problema è che qualcuno si è rotto i coglioni che a vincere e quindi a guadagnare siano sempre gli stessi. Dopo Veronesi e Giordano, Del Giudice della consociata Einaudi sarebbe stato il terzo vincitore consecutivo del gruppo di Segrate. Un po’ troppo. Tullio De Mauro, presidente della fondazione Bellonci che controlla lo Strega, si difende proclamando la limpidezza del Premio. A me sembra di aver sentito già da qualche parte queste polemiche. Un mio amico tifoso di calcio mi ha suggerito che questi discorsi assomigliano molto a quelli di “calciopoli”.

Tullio De Mauro: «Non c’ è nessun vincitore designato. Come è possibile dare per certo oggi un vincitore quando ancora non sono state presentate le candidature? Secondo il regolamento, vanno presentate entro la mezzanotte del 30 aprile, quindi ci sono ancora circa 50 giorni».

Luigi Spagnol, gruppo editoriale Mauri Spagnol (Longanesi, Guanda, Corbaccio, Garzanti, Vallardi, Salani): «È un problema che abbiamo da sempre se si pensa che in 62 anni abbiamo avuto solo due vincitori: Garzanti con Claudio Magris e Longanesi con Pietro Citati. Sembra impossibile che al di sotto di quelle vette non si possa andare, mentre altri editori lo Strega lo vincono con un esordiente».

Elido Fazi: ««un premio taroccato, distrutto dalle pressioni delle case editrici che hanno persone controllabili tra i giurati. Io stesso sono tra i 400 Amici della domenica e spesso ho dovuto difendermi da chi veniva letteralmente ad estorcermi la scheda. A volte l’ ho anche data».

Ancora Fazi: «Se a Segrate hanno fatto una riunione e hanno deciso che vogliono vincere lo Strega, non c’ è niente da fare. Lo vinceranno». E se lo vincesse la Mazzantini? Sempre Mondadori. E poi chi glielo dice a Del Giudice?

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