SI PUO’ SCEGLIERE DI STARE MALE?

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Si può avere tutto e sentire che non si ha niente? Evidentemente sì. E’ una sensazione che conosco anch’io. Ci ho lavorato sopra e bene o male riesco a gestirla, a vivere più o meno normalmente. Magari dentro mi sento uno schifo ma agli allenamenti mi presento e un “caso Numero 12” non c’è mai stato. Per Adriano dev’essere tutto ingigantito, tutto più angosciante. Non lo conosco, al massimo gli ho stretto la mano prima e dopo una partita. Certo, vedendolo grande, grosso e con la maglia dell’Inter uno penserebbe che di problemi non deve averne.

E invece. Cosa ci vuole a prendere un aereo? Ad addormentarsi e ad atterrare a Milano, pronto per fare il calciatore e portarsi a casa soldi a palate? Apparentemente è la cosa più facile del mondo, eppure nella testa di Adriano scatta qualcosa che gli mette la paura di tornare. Di affrontare una vita apparentemente facile eppure, evidentemente, piena d’ansia. Ha avuto grossi problemi con l’alcol, magari ce li ha ancora. Una persona normale è portata a dargli del coglione, a non capire i problemi di un miliardario. In effetti non è facile, ma forse, prima di dargli del coglione, bisognerebbe fermarsi a pensare al fatto che Adriano non ha scelto di star male.

Non voglio e non posso certo mettermi ad analizzare i motivi del suo stato d’animo, ma posso immaginare che un’infanzia disagiata a Rio de Janeiro e un’adolescenza spesa a cercare di diventare un calciatore non siano la premessa migliore per una vita serena. Adriano è uno che ce l’ha fatta, eppure non riesce a godersela. Chi non è mai stato male pensa che sia un coglione, gli altri, forse, possono capire quanto sia brutto avere tutto e non riuscire a essere felici. Forse, anche se ti chiami Adriano e i tifosi ti amano (per molto tempo è stato così), l’essere a migliaia di chilometri da casa non è il massimo della vita. Forse, raggiunto l’obiettivo di diventare un campione, non ti resta molto altro. Forse Adriano non tornerà più. Io credo di sì. Magari a pezzi ma tornerà. Non mi chiederà mai un consiglio ma se lo facesse gli direi di andare avanti. Di essere, almeno per una volta, un numero 12.

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