MA TIZIANO FERRO LO SA?

ma_tiziano_ferro_lo_saAvete presente quel trinomio paninicaffèbrioches che si sente echeggiare nei treni italiani? Quasi sicuramente tutti almeno una volta nella vita avranno ascoltato l’accento napoletano del venditore ambulante che da un vagone all’altro rifocilla i viaggiatori. Poi con i nuovi treni tipo Eurostar e Freccia Rossa questa figura è andata un po’ scomparendo. Ve ne potreste ricordare rivedendo il bel film Cafe Express di Nanni Loi, con il grande Nino Manfredi. Ieri sera mi è sembrato per un attimo di essere a bordo di uno di quei treni della speranza, diretti al Sud, quando andando al concerto di Tiziano Ferro (devo dire strepitoso) mi sono imbattuto in una quantità impressionante di venditori di merchandising. Solo che ieri sera si vendevano fascettemagliettecuscini di Tiziano Ferro. Ma la cadenza era la stessa. Ogni venditore ha una superbancarella, con una quantità esagerata di gadget dedicati al musicista, che con tutta probabilità non venderanno mai completamente. Allora ho pensato che questi venditori, di cui non ho percepito neppure l’ombra di un autoctono, si spostano e seguono l’artista nel tour. Oppure è la “roba”, ovvero le sciarpe, i cappellini, le t-shirt, a viaggiare per raggiungere la città successiva della tournée. Fatto sta che nel percorso dal parcheggio del Forum di Assago, all’entrata nel palazzetto, ti capita di essere invitato all’acquisto da circa una trentina di ambulanti. A cui si devono aggiungere un’altra trentina di bagarini che comprano e vendono biglietti, anche nei pressi della biglietteria ufficiale, senza che la biglietteria faccia qualcosa. E siccome dentro il palazzetto ci sono sempre le postazioni dei venditori ufficiali, mi sono chiesto se Tiziano Ferro lo sa che al di fuori, vive e si moltiplica una comunità di persone che della sua musica non gliene può fregare di meno, e che “spaccia” morbidi cuscini da salotto con la sua facciona stampata. Certo si deve pur campare….

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