UN ITALIANO A PARIGI E’ UN EUROPEO

un_italiano_a_parigi_è_un_europeoItaliano al 100%. Parigino al 100%. Europeo al 100%.
L’Europa, che bell’invenzione.
Il programma Erasmus che mi ha permesso di innamorarmi di Parigi, l’Euro che mi permette di viaggiare senza dover impazzire facendo i conti, e senza perdere soldi nei cambi di valuta.
Io all’Europa ci tengo, ed è per questo che non dimenticherò, il prossimo fine settimana, di recarmi alle urne per far valere la mia voce.
Certo, l’Europa non è al riparo da critiche, ma in fin dei conti, penso che tornare indietro non sia possibile, né sarebbe intelligente.
L’Europa c’è e dove deve andare sta a me deciderlo. A me e a tutti noi.
Penso sia importante votare, sempre, e non meno per il parlamento europeo.
Ammetto che è difficile scegliere, anzi ce lo rendono difficile. Oramai si vota il partito, sapendo quello che fa, o che non fa, nel nostro paese. Anzi, usare il verbo sapere mi sembra anche troppo ottimista.
Comunque lo scandalo è che nessuno ti dica cosa pensano di fare in Europa.
C’erano tempi in cui per il sindaco votavo da una parte, per la provincia da un’altra, per la regione forse ancora un altro partito e alle politiche riflettevo di nuovo.
Confrontavo i programmi e pensavo con la mia testa.
Sono estremamente deluso, ed essere in Francia non cambia le cose, qui come da voi, i politici cercano di convincerci a sostenerli solo lodando il loro operato o criticando l’operato altrui. Oramai il senso del far bene e del far giusto non esiste più, sembrerebbe che tra loro nemmeno si ascoltano. Se uno fa una proposta giusta, poco importa che non venga dalla tua parte, se è giusta ed è un bene per l’Italia, devi sostenerla. Se l’altro chiede di votare una legge vergognosa, non si deve votare solo perché è la tua parte che lo chiede, hai il tuo cervello, usalo.
Come si direbbe in un’opera di finzione: ogni riferimento a fatti o persone è puramente casuale.
Non sono qui per fare un comizio, né per dire chi è nel giusto o nell’errore. Penso che ognuno di noi abbia la sua sensibilità e la sua visione dell’Italia o dell’Europa che vorrà.
L’unica cosa che posso affermare ad alta voce è che tocca a noi, non sprechiamo questa possibilità.

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