IL PASSATO CHE VORREI

il_passato_che_vorreiIo sono di quelli che non ama frequentare i locali del giro, mi fanno un po’ paura. Semplicemente pensare di andarci da solo mi spaventa.
Credo che in fondo io abbia paura di restare ore e ore ad un tavolo ad aspettare. Troppo insicuro per fare il primo passo, temo che, minuto dopo minuto, mi accorgerei che non interesso a nessuno.
Mi vedo, seduto a quel tavolo, in terrazza per fumare una sigaretta. Magari solo una. Lo so già, l’attesa sarà lunga. Leggo un libro di cui non riesco a seguire il filo. Come faccio a leggere se i miei occhi non smettono di vagare in cerca di sguardi. Il bicchiere alla mano, cerco di tirar su con la cannuccia la più piccola quantità possibile di Coca-Cola. Non vorrei finisse troppo presto. Devo pur aver una scusa per restare qui, seduto, aspettando e sperando che lui arrivi.
Poi un tizio si siede accanto a me. Uno di quelli che definirei squallidi.
Sarà uno sbaglio, ma ho deciso che non scendo a compromessi. Non è perché non sono un bel ragazzo che devo accettare di andare con chiunque. Come me ne sbarazzo? E se nel frattempo arrivasse lui?
Un bel moretto con le treccine. I suoi pettorali color ebano e i denti bianchi che fanno contrasto con la carnagione scura dell’Africa. Gli occhi sorridono quando le sue labbra carnose sorridono. L’arco della schiena accentuato da quel sedere divino.
Non sto sognando. Io di ragazzi così ne ho conosciuti più d’uno. Ho condiviso con loro le mie lenzuola. Con qualcuno è anche durato più del tempo di un orgasmo.
Come li ho trovati se non frequento locali? Su Internet, semplicemente chattando.
Perché oggi non è come allora? Perché è un anno che non incontro nessuno?

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