CORSA A TAPPE, PAURA ALL’ARRIVO

corsa_a_tappeGli ho parlato per qualche settimana. La discussione non è da subito incentrata sul sesso, ma quando si tira per le lunghe, alla fine ci si arriva sempre.
Con lui comincia con un “cosa cerchi qui?” al quale risponde “un ragazzo da incontrare, sesso forse, ma che non sia di una sera”. “Interessante”, mi
dico, “è proprio quello che voglio”.
Un ragazzo da incontrare, prendere tempo per conoscerci, forse andare a letto prima del previsto, ma poco importa. Il sesso è bello, e se fatto dopo essersi assicurati che il feeling è là, allora va bene anche quando lo si fa forse troppo presto.
Comincia ad interessarmi, sono consapevole che ci saranno tante tappe da superare, ma ho voglia di provare.
Le tappe! Vera corsa ad ostacoli.
Si comincia dal dover essere compatibile sessualmente. Direi una tappa fondamentale. Se uno è solo attivo o solo passivo, si preclude la possibilità di uscire con un suo simile con gli stessi gusti. Certo è un peccato, ma il piacere è il piacere. Non si sacrifica per un paio di begli occhi.
Su questo punto siamo tranquilli fin dall’inizio. Il suo soprannome in chat è abbastanza esplicito sul suo ruolo preferito. Il mio non è da meno.
Non lasciamo che gli stereotipi ci conducano all’errore. Ho conosciuto attivi più effeminati di Platinette e passivi più virili di Rambo. L’aspetto esteriore non è sempre un indizio sui gusti in una partita di gambe all’aria.
Personalmente non apprezzo troppo la compagnia degli uomini effeminati. Ne ricordo uno in particolare, una delle più belle scopate che abbia mai fatto.
Ma purtroppo mi ci sento poco a mio agio e il sesso non è tutto. Vorrei poter camminare per la via con il mio ragazzo e sentirmi bene. Con gli uomini femminini non ci riesco.
Nessun problema con lui, è un ragazzo che io definirei normale. Mi fa ridere pensare che per molti eterosessuali lui non sarà mai normale.
Poi c’è la tappa fisico. Meno indispensabile della precedente, ma diciamo che anche l’occhio vuole la sua parte. Ci si può incontrare senza essere attirati al 100% dall’altro e sperare scatti la scintilla. Mentre è inutile sperare in una storia se non si è compatibili sessualmente.
Però diciamoci la verità. Fa piacere poter accarezzare un corpo fatto come si deve. Fortunatamente, i gusti sono gusti e non si discutono. C’è anche chi apprezza il mio, di corpo, anche se io sono il primo a non poterlo vedere, nemmeno in foto.
Certo sono pochi quelli che cercano fuori dai canoni classici: corpo muscoloso, pettorali e addominali visibili, nessun pelo all’orizzonte, un grande sesso tra le gambe, e un sedere sodo e rotondo.
Per fortuna che di ragazzi così non ce ne sono poi tanti e si deve scendere per forza a un compromesso se si spera di poter fare incontri reali.
Nei nostri incontri virtuali siamo passati per il classico “come sei?”. In genere ci si descrive a cifre, ma non sono così esplicite, quindi ci siamo ovviamente scambiati le foto ed addirittura visti in webcam. Tra foto e video, concludiamo che ci piacciamo abbastanza da poterci incontrare, e come se non bastasse, ci troviamo simpatici. È il caso ideale per pianificare un incontro, uno vero.
A volte si deve aspettare: uno è in vacanza, l’altro ha troppo lavoro, uno ha ospiti che non può lasciar da soli, l’altro non se la sente ancora e preferisce rimandare. In questo caso, ci si rincontra su MSN e si parla. È così che si tira per le lunghe e si arriva a parlare di sesso, dicendone anche troppo, anche quando all’inizio cercavi solo un incontro per trovare un ragazzo con cui stare bene.
Ci raccontiamo fantasie ed esperienze, desideri nascosti e abitudini.
Scopriamo un’insperata intesa riguardo una fantasia in particolare.
Possiamo definire questa fantasia un gioco di ruolo tra due adulti consenzienti. Sesso sicuro e tanto piacere condiviso. Cosa c’è di meglio per una futura eventuale coppia?
Certo, nella sua versione del gioco ci sono dettagli che mi lasciano perplesso. Cose che non ho mai sperimentato prima ma l’idea di tentare non mi dispiace. Altro invece, so che lo farei forse solo per far piacere a lui.
Sono fatto così, a letto provo un piacere immenso sentendo il piacere del mio partner. Alla fine ci sono cose cui dico di no. So che non potrei mai farle. Glielo dico, lui sembra capire, e quindi sono sicuro che c’intenderemo.
Parliamo infine di quando potremmo incontrarci, di quando saremmo entrambi
liberi. Lui è appena tornato da una vacanza in Tunisia, e mezza Parigi vuole vederlo. Spero si tratti di familiari e amici, ma che pretendo, non siamo insieme, vede chi vuole ci fa quel che vuole. Io lo stesso, ma tanto so che non farò nulla con nessuno.
Finalmente fissiamo il giorno e l’orario. Siamo troppo compatibili per non farlo.
È il momento di decidere dove ci vediamo e questo dettaglio non è anodino.
Un primo incontro può assumere tante forme, spesso dipende dal fine ultimo dell’incontro stesso e dalla personalità degli attori. Si capisce da là cosa c’è dietro tante parole e tante promesse dette in chat.
Si va dall’incontro in terreno neutro all’incontro diretto.
Lui vuole un incontro diretto. In genere significa che prima di dire “Salve” l’hai già preso in bocca.
Non capisco, ma non cercava altro? Ne parliamo, mi spiega cosa lo spinge a propormi quel tipo d’incontro. Mi sento perso e confuso, accetto comunque.
Ci penso tutta la notte, al mattino ho paura, tanta paura. Lo chiamo, annullo. Ci incontreremo due settimane più tardi.

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