COME VENDERE 40000 COPIE DI UN LIBRO SENZA FARCI UNA LIRA

Santi LicheriA proposito di libri ci ha incuriosito quanto scrive Micol Beltramini (scrittrice) nel blog personale Vienimi nel cuore, in particolare nel post dal titolo stessa feltrinelli, nove mesi dopo a proposito della sua pubblicazione 101 cose da fare a Milano almeno una volta nella vita (Newton Compton):

“settembre 2008, giugno 2009.
non ci farò una lira di royalties, ma ho qualcosa come quarantamila persone a cui dire grazie.”

Letta così, sembra proprio che la giovane scrittrice abbia venduto 40000 copie del suo libro. E non ne dubitiamo affatto anche perché pubblica una prova del successo del volume. Due foto della Libreria Feltrinelli in cui il volume compare nella prima posizione di vendita e dopo nove mesi sempre nella top 10 alla nona. Ci stupisce  di più la frase:

non ci farò una lira di royalties

Noi che ancora conserviamo un briciolo di illusione per il sistema editoriale italiano ci chiediamo come nel 2009 si possano vendere in Italia 40000 copie di un libro e non beccarne un soldo. Che poi 40000 copie per il mercato italiano sono tantissime. Pensate che secondo alcuni dati pubblicati di recente i due contendenti al Premio Strega, Tiziano Scarpa e Antonio Scurati, arrivavano alla finale con 30000 copie vendute circa del loro romanzo.

Nei commenti al post un utente anonimo chiede alla Beltramini:

“Scusa. Ma se hai venduto 40000 copie e ti hanno fatto un contratto diciamo standard (senza anticipo) non possono averti dato meno del 5%? Oppure sì? 40000 x 13,90 = 556000 Euro. Il tuo 5% dovrebbe essere 27800 euro. Che non sarebbero 2 lire. Se ti avessero proposto l’1 % avresti guadagnato 5560 euro, sempre soldi. Insomma ma che contratto capestro possono averti fatto per non pigliare un soldo?
Grazie e cmq complimenti”

E lei, sempre nei commenti, risponde:

“ti propongo una cosa: la vedi la mia mail in alto a sinistra? scrivimi lì, e ti racconterò com’è andata. preferisco farlo in privato se non ti dispiace, ti spiegherò poi per quale motivo. grazie a te.”

Insomma questo scambio confermerebbe l’impressione che abbiamo avuto. La Beltramini avrebbe venduto 40000 copie del suo libro prendendo zero lire (o euro).

 Abbiamo interpellato la casa editrice Newton Compton di cui stimiamo il lavoro e che ha recentemente conquistato un ottimo piazzamento al Premio Strega con Massimo Lugli e il suo romanzo L’istinto del lupo. Molto cortesemente ci risponde il loro Ufficio diritti:

 ”Gent.mi Signori,

mi sia consentito esternare lo stupore provato nel leggere i commenti postati nel blog  e, soprattutto, quello riguardante un presunto “contratto capestro”. Senza per questo voler entrare nel merito dell’accordo, vorrei far presente che tale contratto, che in realtà prevede un anticipo regolarmente corrisposto, è stato accettato e firmato dall’autrice, non le è stato imposto né, tantomeno, è uno strumento di raggiro ai suoi danni. Dalla Casa Editrice, e da questo ufficio in particolare, non sono mai mancate le spiegazioni e i chiarimenti su ogni singolo dettaglio del contratto stesso dimostrando la massima trasparenza; nessuna clausola era, pertanto, ignota all’autrice che, ripeto, ha accettato di pubblicare con la Newton Compton. Al contrario, credo che l’esperienza sia stata un felice connubio tra una giovane autrice emergente e una Casa Editrice con esperienza quarantennale che ha garantito una sicura visibilità nel mondo dell’editoria grazie a investimenti in termini pubblicitari ed espositivi.

Nel ringraziarvi per averci dato la possibilità di esporre il nostro punto di vista, porgo i più cordiali saluti”

Mentre Micol Beltramini, a cui facciamo i complimenti per il nuovo libro, Cornflake (Castelvecchi), ha risposto alla nostra sollecitazione chiedendo di non essere coinvolta.

 Chiamiamo Santi Licheri?

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