L’INCONTRO. CHE INCONTRO?!?

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Il sesso è importante in qualsiasi relazione, ma vista la mentalità della maggior parte dei gay, è ancora più importante in una relazione tra omosessuali. Almeno se vuoi una relazione basata sulla sincerità. Non ho conoscenze sufficienti per addentrarmi nelle statistiche ma sono sicuro che un ragazzo soddisfatto a letto sia un ragazzo più propenso alla fedeltà. E io alla fedeltà ci tengo. Non dimentichiamocelo, io sono italiano, un latino, un tipo caliente, come direbbero qui. Tanto loro insistono, lo spagnolo e l’italiano sono la stessa cosa. Che rabbia.

Quando ti metti d’accordo per un incontro in chat sai spesso se finirai a letto o no. Molto dipende da come si organizza il primo incontro. Ci sono tanti tipi di primi incontri e per ognuno sai già cosa aspettarti. C’è l’incontro in terreno neutro: ristorante, parco, cinema. Si fa quando non si è tanto sicuri di sé. E’ adatto ai timidi, a parte qualche parola prima del film, in genere si hanno due orette per abituarsi alla presenza dell’altro. Oppure si sceglie un ristorante se si ha voglia di avere il tempo di guardare l’altro negli occhi, mentre ti racconta un po’ di sé. In genere sono io che racconto tutto di me. Si era capito che sono logorroico? Penso che lo si scelga anche se si vogliono dare un po’ di speranze in più all’amore. Resta il fatto che non mette al riparo dal fare sesso, o l’amore, dopo poche ore.

Spesso si finisce a casa di uno dei due, e allora è un corpo a corpo sicuro. A volte ci si rivede, forse anche più di una volta, prima di spogliarsi.

Ho avuto quattro ragazzi. Conto ciò che è durato più di una settimana, con più di due incontri. Quattro, solo quattro. Tutte storie brevi le mie, da 3 settimane a 5 mesi. Ma sono iniziate, quindi c’è stato un primo incontro. Con uno di questi ragazzi ci siamo visti in terreno neutro, un cinema e un Mc Donalds.

E poi mi stupisco se sono sovrappeso. O sto seduto, o mangio. Ma poi brucio. Dopo il cinema e il cibo, c’è stato anche il sesso.

Con lui è durata cinque mesi. Non male, il mio record. Era il mio primo ragazzo.

Poi c’è l’incontro in casa. È quello che preferiscono i maniaci della discrezione. Per essere sicuro che nessuno sappia, ti chiudi dentro casa e aspetti che vengano da te. Peccato che i vicini sentano ogni minimo gemito e voci da tenore, e che ci mettano cinque minuti a capire qual è l’attività preferita del loro dirimpettaio. Se sei intelligente, vai a casa dell’altro. Per i tuoi vicini sarai un povero depresso apatico, ma almeno non sarai un gay.

L’incontro in casa è spesso, anzi sempre, un modo di dire: “A meno che io non ti trovi veramente sgradevole, ti avviso che dobbiamo scopare. Se ti trovo sgradevole, ma mi salti addosso, probabilmente non avrò il tempo di scappare.” Ecco perché, in genere, se una volta a casa si parla più di mezz’ora non succede nulla, quasi mai. Arrivare a dieci minuti prima di fare sesso è abbastanza raro, in genere ci vuole meno. In chat ci si promette sempre di tenere le mani al loro posto. Non so perché, ma ogni volta che posso non mantengo questa promessa.

Anche se uno sa che probabilmente non ci si rivedrà mai più, e quante volte ci sono stato male, a volte ci si piace abbastanza per quella volta, ci si da un bacio, e per passare al sesso basta un salto dalla sedia al letto. Rarissimo, ma può succedere, ci si incontra in casa, e non si fa nulla. Ci si rivedrà e il tempo farà il suo corso. Gli altri miei ex li ho conosciuti così. Uno per ogni tipo di tempo d’attesa.
Uno con cui ho parlato forse un paio di ore, gli ho raccontato tutto di me, più parlavo e più m’innamoravo. Lo guardavo e diventava ogni secondo più bello. Un cantante, un artista, un modello, un corpo da favola, un cuore da principe azzurro. È durata un mese, è stata una catastrofe, ho sofferto come un cane perché non sapeva amare. Adoravo stare con lui, penavo perché non riuscivo a stare con lui. Non penso lo facesse con cattiveria, penso semplicemente che non sapesse vivere la storia. Ogni tanto ci ripenso. Mi manca. È l’ultimo che ho avuto, due anni fa.

Un altro tre settimane, le più inutili della mia vita. Sesso dopo cinque minuti. Sparito una settimana. Usciamo per un po’, e poi scopro che voleva vedere cosa voleva dire essere in coppia. Ero solo capitato al momento giusto. No comment. E ci sono pure stato male a suo tempo. Che idiota.

L’ultimo, un poliziotto di origine africana, 24 anni, io 28. Tre mesi,difficili ma belli. Litigavamo praticamente sempre, anche scopando. Comunque mi rimangono bei ricordi.

Ci sono ancora altri tipi di incontri, come l’incontro diretto.

Voleva un ragazzo, ma voleva un incontro diretto. Qualcosa non quadrava.

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