LA PRIMA VOLTA

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Giorni liberi in cui si può fare tardi. Amici da rivedere. Ci conosciamo da molti anni, e anche se ci vediamo pochi giorni l’anno, in quei periodi siamo spesso insieme. Grazie a loro, pochi giorni fa, ho conosciuto lui.
È  un tipo particolare. È timido, balbetta un po’, 22 anni, bruno, con una folta barba che secondo me dovrebbe rasare, un naso aquilino e spesso, e un piacevole e frequente sorriso dai denti bianchi sulle labbra. Non posso definirlo un bel ragazzo, non è nemmeno brutto.
Eppure i suoi occhi mi hanno rapito. Mi hanno parlato. Sono scuri, profondi, con un fondo di tristezza, una paura nascosta, un passato difficile, ma la luce di un artista, e la voglia di essere se stesso senza averne il coraggio.
La prima sera ci siamo a mala pena presentati. La seconda sera invece abbiamo scambiato qualche parola. Eravamo in sei. C’erano Fabien e Phoebe, una coppia etero, Gaël, un etero senza la ragazza, e Mal, un gay dichiarato.
Infine noi: Parigino e il Lupo.
Ogni tanto lo guardavo, ed ogni tanto lui sorprendeva il mio gesto. Ero io a distogliere lo sguardo.
La terza sera ci siamo ritrovati di nuovo, e verso l’una eravamo rimasti in sette, i sei del giorno prima più Sean, gay super discreto. Io e Sean siamo ottimi amici. Gli avevo parlato di Lupo e dei suoi occhi.
Sean e lui non si conoscevano e per strada hanno parlano di amicizie comuni.
Quei nomi hanno spinto Sean a dedurre che Lupo fosse gay. Me l’ha riferito.
Gli altri erano già stanchi. Io volevo avere un’occasione per rimanere solo con il Lupo. Dicevo che avrei voluto fare le sei, lo guardavo, lui mi guardava e sorridevamo.
Alle due, partendo, Mal ha detto che presto ci sarebbe stata un’occasione dove avrebbe potuto rimorchiare bei ragazzi. Poi, a sorpresa, e aiutato forse da qualche goccetto di troppo, ha detto che ce ne sarebbero stati anche per noi. Ha indicato me, il Lupo e Sean.
Era un segreto di Pulcinella, anche se con i tre etero non ci fossero mai state vere confessioni, immaginavo che tutti sapessero di me o che ci fossero forti dubbi. Speravo invece che di Sean non sapessero. Nella sua situazione è bene che sia ancora discreto. Non voglio che soffra.
Quelle parole sono state una saetta che ha illuminato il cielo di verità.
Siamo ripartiti. L’aria puzzava d’imbarazzo.

Fabien e Phoebe sono andati via per primi, e poco dopo abbiamo lasciato per strada Sean, infine ci siamo separati da Mal e Gaël. Io non ero lontano da casa e ho continuato nella stessa direzione del Lupo che mi ha detto d’avere la macchina un po’ più lontano.

Ho avuto la sensazione di essere con qualcuno che volesse conoscermi. Lupo non era un potenziale nuovo amico, non era un bel ragazzo a cui sapevo che non sarei mai interessato. Era qualcosa di nuovo.
Avevo la sensazione che Lupo avesse voglia di passare un po’ di tempo con me. Per una volta mi sono sentito una persona desiderata, partendo da zero, senza bisogno di uno schermo per parlare.
È stata la mia prima volta.
Siamo partiti insieme verso una notte desiderata quanto mai inaspettata.

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