Eataly, è questa l’eccellenza italiana?

Andiamo a mangiare da Eataly? Non è proprio una di quelle proposte che non si possono rifiutare. Ma la curiosità (e anche la fame) erano tante e abbiamo incautamente risposto di sì, anche con un certo entusiasmo. Non vedevamo l’ora di assaggiare l’eccellenza italiana, e di passare una bella serata accompagnata da buon cibo e buon vino. Entriamo nel megastore sorto al posto del Teatro Smeraldo e scegliamo il ristorante di carne e pesce, accanto allo stellato Alice, quello di cui la guida dell’Espresso parlava già bene prima ancora che aprisse. Sul menù, dieci piatti in tutto, cinque di carne e cinque di pesce. eataly-e-questa-leccellenza-italiana
Dati i prezzi, presumiamo si tratti di piatti unici. Ordinata una tartare di tonno da 16 euro, scopriremo ben presto che non è così. Ci arriva un medaglioncino da pochi centimetri di diametro. La cameriera ci ha schiaffato in mano il piatto destinato alla nostra commensale, ma le signore non andrebbero servite per prime? Il concetto di eccellenza vacilla anche di fronte ai bicchieri e alle tovagliette di carta, ma decidiamo di provare qualcos’altro, anche perché abbiamo una fame micidiale. Prendiamo un toast al salmone da 10 euro, forse la cosa più a buon mercato di tutto il menù, ma è pur sempre un toast da 10 euro. Delusi, chiediamo il conto. “Si accomodi pure alla cassa”, ci risponde la cameriera. Eseguiamo, e ci troviamo davanti una fila di venti persone, come quando vai al bar dopo la pausa pranzo. E’ questa l’eccellenza italiana?

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